Glowing Man: snowboarder di luce.
Glowing Man, cosi si chiama il protagonista del video di Jacob Sutton. In realtà si tratta di William Hughes, snowboarder professionista che, indossando una tuta L.E.D., discende gli innevati pendii del sud-est della Francia. Nulla di particolarmente eccitante... Ma godetevi il video e lo spettacolo di luce favorito dal buio e naturalmente dalla bravura dell'atleta.
Eat at my home. La cucina social.
Non è proprio una novità. Mangiare è da sempre un'attività sociale, ma ultimamente il il concetto sta cambiando: non ci si limita più a scambiare le ricette della nonna o opinioni sul quel ristorante piuttosto che sull'altro, ma si condivide proprio l'esperienza del pasto. Come? Con NewGusto, una community i cui membri mettono a disposizione la propria tavola e le proprie abilità culinarie ed altri, che non hanno voglia di cimentarsi ai fornelli, mettono a disposizione la propria compagnia. A che serve? Ad esempio, la prossima volta che vi trovate a Londra non dovrete più mangiare al Mc Donald di corsa, ma potrete godervi un pranzo “casalingo“, e fare nuove conoscenze. Il progetto è nato in Italia da circa due mesi, ma ci sono già cuochi in tutto il mondo. Ci state pensando vero?
Il mito di Icaro sui cieli di New York
Da un po' di giorni impazzano le condivisioni di un video girato a New York in occasione dell'uscita nelle sale del film Chronicles. Il video ci mostra la performance di volo di modellini dalle fattezze antropomorfe che fanno rivivere il mito di Icaro, il primo uomo, secondo il mito, a volare nei cieli. Figlio di Naucrate e Dedalo, venne imprigionato all'interno del labirinto del Minotauro insieme a suo padre, l'inventore che lo costruì, affinchè non ne fossero svelati i segreti. Per fuggire dalla prigionia, Dedalo costruì delle ali piumate e le attaccò ai loro corpi con la cera. Nonostante gli avvertimenti del padre, Icaro si fece prendere dall'ebbrezza del volo e si avvicinò troppo al sole; il calore sciolse la cera, facendolo precipitare in mare. Questo filmato è salito ai primi posti tra i video più visualizzati di Youtube facendo rivivere il mito di Icaro ancora una volta.
Starbucks in Italia? Ecco come la bufala diventa virale.
Ecco la locandina incriminata. Il "colpevole", per così dire, è Mario Maccarone, un giovane studente di grafica. Come ammette lui stesso nel video, un giovedì mattina ha dato sfogo alla sua fantasia e ha creato la finta locandina con la notizia dell'apertura di Starbucks in ben quattro città del Bel Paese. Questa sua creatività ha dato vita ad una vera e propria "bufala" in grado di ingannare parecchie persone che alla vista della locandina su Facebook e con a disposizione i "superpoteri" del tasto "CONDIVIDI" non hanno cercato ulteriori spiegazioni nel web ma vi hanno creduto immediatamente. Ma qualcuno non si è fatto passare la mosca sotto il naso facendo notare la totale assenza di riferimenti ufficiali che in una campagna non mancano mai, quali link al sito istituzionale e social network. Nel frattempo, la pagina Facebook di Mario ha ricevuto molte visite guadagnando molti "MI PIACE"... Non sarà forse un esempio di self branding perfettamente riuscito?
50 giorni, 15 stati e un iPhone.
Lisa Bettany, fotografa professionista canadese, co-fondatrice di Camera+, una delle app di modifica immagini più popolari di iTunes, si è lanciata in un'originale avventura: girare il mondo per realizzare un book fotografico. Il suo unico alleato? L'iPhone! Ormai i dispositivi mobili sono così sofisticati da riuscire a competere con le fotocamere. Ma come è possibile convincere gli utenti di questo? Semplice, con un giro del mondo in 50 giorni. L’unico mirino a disposizione dell'avventuriera è di Apple e per i suoi scatti, la fotografa avrà a disposizione 3 iPhone 4s e, naturalmente, l’app Camera+. Il viaggio previsto tocca tutti e 5 i continenti e prevede anche una tappa in Italia. Noi vi proponiamo gli scatti che ci sono piaciuti di più, ma cliccando qui potrete trovare tutte le foto.
Di solito succede così…
Nell'infinita ricerca di qualcosa che ci cambi la vita e che ci faccia sentire speciali, tra i sacrifici fatti per raggiungere quell'obiettivo che sembrava tanto lontano e nel continuo districarsi tra vittorie e sconfitte, ad un certo punto del percorso verso la realizzazione personale arriva lei: l'idea. Senza bisogno di particolari sforzi lei si presenta cosi, per caso, mentre assorti guardiamo un tramonto o mentre in tv stanno trasmettendo il nostro programma preferito. Italia Flash Mob è proprio questo, il frutto dell'idea nata grazie a due amici di lunga data che, dopo tanto tempo, decidono di rivedersi per passare una serata insieme. Uno dei due ha da poco visto su internet un video girato durante un flash mob; divertito rende partecipe il suo amico e subito scatta la curiosità: ma cos'è un flash mob? Tra social network e definizioni varie trovate in giro, il modo migliore per conoscere lo spirito di un flash mob è parteciparvi. Presi cosi dalla voglia di mettersi in gioco e di divertirsi, poco tempo dopo, di comune accordo decidono di organizzare il loro primo evento. Nasce cosi, tra l'entusiasmo e la curiosità, Roma Flash Mob (eventi di massa). Era il 13 Febbraio 2009 e, in Piazza della Rotonda (Pantheon), circa 70 persone si sono inginocchiate gridando "Abbiamo peccato!". Un gran bel successo per essere alle prime armi! Grazie ai consensi ricevuti si decide subito di mettere in scena il secondo flash mob e, questa volta, i partecipanti saranno circa 5000. Da questo momento in poi iniziano le prime collaborazioni, dalle più modeste alle più notevoli, che portano i due amici ad aprire una pagina Facebook dedicata alla città di Milano e ad organizzare eventi in varie città d'Italia: Roma, Milano, Venezia e Taranto tra le più importanti. Nel 2011 la pagina Facebook di Roma Flash Mob vanta oltre 23.000 fan, i due ragazzi hanno già organizzato 23 flash mob di gran successo con partner come Calvin Klein, Puma, Hard Rock Cafè, Nastro Azzurro, Ing Direct, Ericsson... Come disse Steve Jobs nel suo celebre discorso ai laureati di Standford " Non è possibile 'unire i puntini' guardando avanti; si può unirli solo dopo, guardandoci all'indietro. Così, bisogna aver sempre fiducia che in qualche modo, nel futuro, i puntini si potranno unire. Bisogna credere in qualcosa: il nostro ombelico, il destino, la vita, il karma, qualsiasi cosa. Perché credere che alla fine i puntini si uniranno ci darà la fiducia necessaria per seguire il nostro cuore anche quando questo ci porterà lontano dalle strade più sicure e scontate, e farà la differenza nella nostra vita." Molto probabilmente i due ragazzi, quella sera di Dicembre, non immaginavano che il rivedersi avrebbe fatto davvero la differenza nella loro vita.




